Bevilo tutto

La fellatio alternativa

Ti urino addosso

Tocchiamoci

Leccarti

16. 08. 13
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“Finalmente da soli” la nostra frase, il nostro via, detto sottovoce per non svegliare respiri che si celavano dentro corpi stanchi.Ti bacio, voglio sentire la tua bocca calda, ti infilo un dito in bocca, mentre l’altra mano è sul seno, ti violento, ti masturbo mentre la mia lingua è in litigio con la tua, sentire il tuo sapore sulle mie dita e poi portarlo dentro la mia bocca,magia solo magia.Ti ho chiesto di masturbarti a gambe aperte su una sedia, te l’ho chiesto perchè mi piace vedertelo fare, nel farlo mi guardi soddisfatta,

16. 08. 13
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Il mare ad ogni tuo respiro si ferma, il cielo si chiude, il sole muore e, noi ripetiamo le stesse sensazioni, ci portiamo dentro dolori, ci nascondiamo dentro la fragilità che il tempo ci toglie. Tu ed io, nudi, in bagno, tu seduta con le gambe aperte sopra al mobile ed io, dentro di te, il mio corpo che scavalca il tuo, le tue mani dietro le mie natiche, spingi. Dietro di te uno specchio, i nostri respiri confondono l’immagine. Hai le mestruazioni, sento sul mio pene, il tuo sangue caldo, il tuo sangue pieno di calore, sento te, sento che mi porti via da qui, ti stringo forte, godiamo, io sto godendo per te. Mi parli, desideri che continui, il tuo desiderio é questo, desideri la mia passione, vuoi sfinirmi togliendomi l’anima. Vivo per ricordare la tua saliva calda, vivo per tornare ad ascoltare il tuo cuore. Sudati, bagnati, continuano a fare l’amore, mi sporchi, mi piace. Le tue dita dentro la mia bocca, il sapore della tua carne ha sfumature che portano alla sofferenza. Mi fermo, sposto i tuoi capelli, continuo, riprendo, guardarti ed amarti. Questa volta non riesco a controllarmi, riesco a venire dentro di te, lo faccio, non riesco a contenermi, il tuo sangue mi coinvolge, non mi fa impressione. Rimango stretto a te, l’anima torna dentro il corpo, il mio mondo svanisce, riprendersi non è facile. Mi guardo allo specchio, il mio volto è diverso. Ti lavo, il tuo corpo è immobile, le mie mani lavano il tuo sesso, lo faccio delicatamente. Sei un fiore che vive dentro di me, ad ogni tramonto lui muore ed, io insieme a lui mi riposo.

16. 08. 07
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Al buio, ci siamo io e te, affamati della nostra carne, impregnati di fantasia, eccitati da morire.Sei davanti a me, la mia mano si strofina sul tuo viso, la faccio scendere fino alla scolatura del tuo vestito, tiro fuori il seno,quello destro, il tuo capezzolo è già eretto, lo faccio passare tra le mie dita, assaggio la tua pelle, e lo infilo in bocca, tra i denti scopri quel brivido.Ti faccio piegare con quel fascino sconosciuto, voglio sentire il mio pene all’interno della tua calda bocca, lo devi leccare, mi piace come lo lecchi, sei sensuale da morire.Inizi a giocare con la lingua, mentre dal basso mi guardi, sposto i tuoi capelli ,stai comandando il mio piacere, lo penetro fino alla gola, non sentire più il tuo respiro, non capisco il motivo, mi eccita.”Ingoialo, brava cosi, mmm”sei dolcissima a tratti.Silenzio il mondo si è fermato, i respiri sono come un violino, si accompagnano nelle note più belle.Sopra al tavolo, una sveltina che deve finire presto, però ti chiedo solo di fammi godere.Le tue braccia mi stringono, la tua testa si spinge in alto, i mie ripetuti colpi, le tue gambe aperte, il sudore che si scambia odore, il contatto della pelle, parole sussurrate e non capite,accenni di selvaggia passione.Mi urli nell’orecchio di spingere più forte, mi inciti a farti male, e lo sai, che ti faccio male.Ci scambiamo la saliva, da bocca a bocca, i nostri liquidi che sguizzano, il mio pene all’interno della tua fessura, bagnata, incredula a tanta voglia.Trattieni le urla, qualcuna scappa, la copro con una mano, mentre con l’altra mi tengo, il mio corpo è posato su quello tuo, non capisco più nulla, dentro di me sto esplodendo.Mi fermo,lo estraggo, e te la lecco, voglio sentire quanto sei eccitata, bevo tutto.Riprendo di nuovo a sbatterti,due dita dentro la bocca, mi succhi, mi sfami, mi fai fare tutto quello che voglio fare.Ultimi istanti, gli occhi sono timidi, fuggono verso l’eterno momento.Dai svuotati su di me, fai cadere ogni liquido, voglio vedere sgocciolare tutto per terra, sporcami ti prego, è una cosa che desidero.Vengo pure io, faccio esplodere quello che ho all’interno, come un vulcano, schizzo un seme indelebile.”Adesso strofina il mio liquido tra queste piccole labbra, fallo delicatamente, voglio vedere se ti bagni ancora”.Tanta follia, dietro ogni gesto, ogni soffio, ogni malinconia.Che incredibile sete, un qualcosa che mi tiene vivo, tanto direi.Vieni dai, che giochiamo un pochino.

16. 08. 07
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Ho voglia di fare l’amore con te, lo voglio fare sopra al tavolo, voglio farti venire più volte dentro la mia bocca.Ti tocco, le mie dita dentro la tua bocca, i tuoi occhi che si chiudono, l’altra mia mano si muove su di te, tremi di piacere, sei calda, i tuoi respiri sono come tamburi che vorrei sentire sempre, il mio dito e pieno della tua saliva calda, la mia bocca e sul tuo collo.Le tende blu soffiano con il vento, siamo al buio e soli, c’è la fiamma di una passione che è ossessione, io ti guardo e non smetto, io ti osservo e tu godi, condividiamo il blu del cielo.Ti masturbo lentamente con la lingua, sento i tuoi liquidi caldi che bagnano tutta la mia bocca, con una mano tocco il seno, la mia testa si muove con il tuo piacere, le mie dita entrano ed escono dalla fessura, a volte li bagno con la mia saliva mischiata dei tuoi piaceri, e tu urli quel dolore che tanto ci piace.La tua pelle è buona, la tua pelle è bianca come il latte.Prendo in bocca i tuoi capezzoli, sono duri, li mordo, e poi bagno la punta, ti vengono i brividi, mi basta guardarti negli occhi e capire che il mondo si è fermato.In piedi contro il pilastro, io lecco il tuo sesso e tu mi guardi, non puoi muoverti più, sei ferma, sei il mio ostaggio.Mi siedo e tu incominci a leccarmi, la tua bocca accoglie il mio pene duro, sei brava, tanto brava, non riesco a capire come fai, ti chiedo di farmi sentire la tua gola, voglio sentirti ingoiare e poi sputare, le mie mani sulla tua testa, vorrei spingerti dentro e farti soffocare, vorrei baciarti alla fine.Ti sdrai sul letto e rimani a gambe aperte, ti chiedo di toccarti per me, voglio vederti mentre lo fai, mi fa eccitare da morire questa cosa.Ti muovi come le lancette di un orologio, lo fai in un modo da mandarmi alla morte, lo fai con classe, sei di una bellezza mai vista.Voglio quelle dita dentro la mia bocca, voglio succhiare tutto, ho fame, tanta fame.Ti penetro, chiudo gli occhi per sentire il doppio di quello che sto provando, mi muovo, faccio roteare il bacino, accarezzo le tua caldi pareti, e tu emetti un gemito pieno di disperazione, sono la tua tentazione, non puoi allontanarmi, le tue mani dentro le mie, il sudore che si mischia, le salive che si alternano, ti parlo nell’orecchio, voglio sapere se ti piace, voglio il tuo profumo, l’odore della tua carne è sconosciuto al mondo intero.

16. 08. 07
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Due corpi nudi, distesi lungo il letto, aperti dalle voglie, di una perversione, che ogni giorno aumenta.La stanza è quasi buia, un piccola lampada illumina il tuo sguardo, il tuo seno, le tue gambe,la voglia che ho di te.Ti bacio con passione, la mia lingua si infila dentro la tua bocca, le mie mani che tengono le tue, si collassano sotto i lampi, di una paura indelebile.”Adesso chiudi gli occhi, non li aprire”,le poche parole che ti dico, con questa voce, roca e sensuale, parlo forte, e poi abbasso il tono, fino a sentire il struggente motivo di questa sofferenza.Mentre i tuoi occhi sono chiusi, prendo una fragola e la immergo dentro un barattolo di nutella calda, la poso come un pennello,sul tuo corpo, la faccio la salire e scendere, tra il tuo seno, e il tuo sesso aperto.I brividi salgono, e la mia lingua incomincia a leccare, devo pulire con calma, perché ti ho sporcato, ma non volevo, credimi.

16. 08. 07
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Dormi, ti svegli mentre ti preparo il caffè, mi senti, resta a letto che te lo porto io, te lo imboccherò, mi piace vedere il movimento della tua bocca che si apre delicatamente. Piano che ti bruci, togli le mani, tieniti sulle mie. Bevuto il caffè mi guardi, lo sai che è arrivato il mio momento, devo fare colazione pure io. Il tuo corpo quasi nudo, lentamente apro le coperte, i tuoi seni dimostrano piacere, i tuoi capezzoli eretti, un brivido di troppo, accende un fuoco caldo, una sensazione di calore attraversa le mie mani al tocco, sei estremamente eccitata.La mia lingua accarezza i tuoi capezzoli, strofino la lingua, e con una mano accarezzo il ventre.Ti muovi, il tuo corpo si muove, piccoli movimenti senza un senso logico, vibri al ritmo.Scende il sole, il cielo si riempie di scuro, fuori è il vento che eccita gli alberi stanchi. La mia bocca arriva sopra la tua vagina, sopra però, non ho cominciato a leccarti.Desideri la mia lingua, la desideri, lo sento da come mi inciti, da come mi chiami.Piccoli gemiti, mi cibo assaporando il tuo succo caldo, muovendo la lingua in senso orario, alternando nel scendere e salire, seguo il tuo piacere. Ti masturbo con la bocca, una colazione cosi mi tiene vivo. Continui a godere, desideri che continui, ma io non ho intenzione di smettere.

16. 08. 06
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I polpastrelli sono sensibilissimi.

Dico sempre che bisogna tornare ad accarezzare in modo lento, delicato, come un soffio.

C’è sempre tempo per stringere e per penetrare.

Anche nella vulva bisogna scoprire, chiudere gli occhi e lasciare che l’amante “disegni” forme a otto,

piccole curve sulle grandi e piccole labbra.

Abbandonarsi al tocco, all’esplorazione.

Elogio della lentezza e dell’eccitazione.

16. 08. 06
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Il tuo corpo rimane immobile, forse stai dormendo. Mi masturbo nello stesso letto, con te accanto.Con una mano ti tocco, sento i brividi che mi strangolano l’anima, il mio piacere è una partita di carte, posso anche perdere.L’unica luce che vedo è quella della luna, stanca, morta, senza senso, inutile visione. Il mio pene diventa duro, lo sento, io ti sto desiderando.Ti svegli, mi guardi, non parli e taci, mi vieni incontro, mi baci  con una lingua calda e, poi scendi, vuoi il mio sesso in bocca, lo vuoi, io lo so che tu lo vuoi. Sento la tua saliva calda, mi avvolgi, mi stringi, la tua lingua che da piccoli colpi, sei crudele. Le mie mani che stringono la tua testa, i tuoi capelli danno fastidio, la tua gola che si stringe, e la tua bocca che si apre.Non può il vento fermarti, rimane fuori, rimane distante da ogni turbamento della realtà.Ti prendo e ti bacio, comincio a leccare i tuoi seni, quei capezzoli consumati, quei tuoi momenti di silenzio, il tuo piacere lo nascondi dentro quello che mi dai. Apri le gambe, è bello sentirti  al sicuro, io dentro le tua gambe mi sentirei sempre al sicuro. Ti penetro con due dita mentre ti lecco, spingo le dita e le tiro fuori, sei bagnata, non stai mentendo.

16. 08. 06
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Le porte aperte, fanno entrare il vento, mentre io seduto su questa sedia, voglio fare l’amore con te,e non mi interessa nulla, ti devo fare mia.Con una mano, sposto i tuoi capelli, senti solo il respiro sul collo,con voce bassa, ti voglio fare capire che ti desidero da morire.Mentre mi spoglio, voglio vederti nuda, sdraiata sul letto, che ti masturbi, vederlo fare da te, per me è libidine.Osservo il tuo piacere, i tuoi segnali, i tuoi perché, le tue dita che si infilano in quella fessura,le fai entrare ed uscire, al ritmo delle mie parole, ti tengo in vita,amore.Incomincio a baciarti,mentre ti prego di non fermarti,ansima per me, fammi sentire l’odore della tua carne.Scendo per il tuo corpo, leccando in modo selvaggio, è buono il tuo sapore, arrivo al seno, con la punta della lingua, lecco l’aureola dei tuoi capezzoli, e poi mentre ci guardiamo, li affondo nella mia bocca.I corpi sudano passione, quella che tu hai dimenticato, e quella che io ti ho dato, non c’è il movimento delle nuvole, le lacrime non cadono, e il sole è nascosto,questo è il nostro paradiso.Levo le tue dita e me le infilo in bocca, sono bagnate del tuo desiderio, non voglio, che nessuna goccia, vada persa.Soffio sul tuo sesso,impazzisci ancora di più, è quello che voglio.Osservo quelle piccole labbra, ho fame, fammi affogare dentro con la bocca, sentirai la fame di questo mio tormento.Non respiro, mentre ti sento urlare, e la tua mano sopra la mia testa, le tue gambe che si sbilanciano,mi aiuto con la mano.Mi afferri il viso, mi vuoi baciare, vuoi darmi la tua lingua, immersa di calore, aperta a me, che sono il tuo diavolo, comando il tuo godimento, per saziarmi.Entro dentro di te, sento qualcosa che non mi è possibile descrivere,mi abbasso mi garba sentire il contatto vedere solo i tuoi occhi, abbracciarti, sfiorarti, parlarti.Vorrei non finire mai, restare attaccato al tempo.Sto per venire, questa volta non lo farò in mezzo alle tue gambe,mi porto all’altezza della tua bocca, voglio sentire la saliva calda e umida, che mi porta a subire il godimento.Le mie mani,tengono, spingono la tua testa, sempre più dentro,tossisci, ti lascio respirare per qualche minuto, e te lo rifaccio fare, manca poco, sento dentro di me pulsare,ti avverto, ma è troppo tardi ormai.Dopo aver finito, ti bacio, all’infinito.Fare l’amore con te, per me è sempre la prima volta, sei il mio inferno, quello ideale per fare vivere un angelo.Non lo dimenticare, devi solo aspettare. Scaldami fino a domani.

16. 08. 04
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Il reggiseno è seduzione.

Oltre a fungere da sostegno, è utile per ornare e per eccitare.

Far scivolare le bretelline, non toglierlo del tutto e lasciarlo indosso a stringere in maniera disordinata le

“coppe di champagne”.

Per chi non ha un seno enorme, consiglio il modello CARIOCA: è molto sexy, a forma di mezze lune

ed evidenzia la bellezza delle nostre due grazie.

Durante l’amplesso non si toglie, non ingombra, è come un piccolo vassoio prezioso che dice all’amato:

“Assaggiami, accarezzami, gustami”.

16. 08. 04
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“Ti vedrò tra una settimana, Fred. Vorrei divorare il tempo”

“A cosa pensi?”

“A quello che indosserò”

“Ti eccita l’idea, Arianna?”

“Sì. Apro cassetti e indosso.

Pensandoti, eccitandomi, desiderandoti, guardandomi”

16. 08. 04
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I collant possono essere molto eccitanti.

Qualcuno dirà “mai quanto le autoreggenti o un reggicalze”.

Provate una volta a indossarli, senza mutandine.

Fate sedere il vostro amante, appoggiatevi, strusciatevi, accomodatevi sopra di lui

– con il suo pene tra le gambe – e accarezzatelo con la vagina.

Il nylon farà il resto.

16. 08. 04
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“Cara desidero i tuoi piedi.

Sai che li amo tantissimo?

In questo istante ti immagino mentre seduta su una poltrona nuda, me li appoggi sulle spalle.

Mi accarezzi il collo e sento il tuo profumo.

Tu te lo spruzzi sempre sulla caviglia. Te la vorrei afferrare, baciare, leccare, mordere.

Quando torno ti porterò una catena: dovrai avvolgerla attorno al piede.

E lo affonderò sulle mie labbra, intrufolandomi con la lingua come per slegarti.

Pensarti mi eccita e mi ristora da tutta la pesantezza di questa giornata"

16. 08. 04
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Nel tuo bagno davanti allo specchio, dove ti abbracciavo e ti dicevo di fermarti, perché volevo ricordarmi di noi in quel momento.Ti lavi il viso, prendo il tuo profumo dalla mensola e te ne spruzzo sul collo, lo annuso, mentre il freddo liquido si posa sulla tua pelle calda, le mie mani che si infilano dentro la tua tuta, sei senza le mutandine non voglio che le indossi, voglio sentire il tuo caldo succo che si posa tra le mie dita.Chiudi gli occhi, mentre la mia bocca ti bacia, piccoli morsi tra uno scambio di lingue, la mia mano che si posa sulla tua testa, sfiora il tuo viso, e scende come se vorrebbe stringerti, ho smesso di vivere.Ti faccio appoggiare al marmo, voglio masturbarti, devo muovermi attraverso quella fessura, quelle piccole labbra delicate, dove all’interno si nasconde il clitoride, bagnato e impregnato di piccole smanie, uno sciroppo che cola, e che io devo ingoiare, ogni malattia la guarisco in questa maniera.”Dai andiamo in camera da letto, passa prima tu, voglio vederti camminare, le tue gambe sono una ossessione, tu sei qualcosa di più, sei quello che io non so” oggi ti farò male, sentirti urlare mi regala un entrata diversa, una sequenza di cose, che si muovono lungo il filo di una catena.Ti metti sul bordo del letto a gambe aperte, desideri la penetrazione lo vuoi dentro di te subito, ma ti faccio aspettare, perché io sono un porco, io voglio vedere dove arrivi, e se i tuoi limiti sono aperti come i miei, se la tua perversione è padrona di una mia passione.Apro il tuo sedere, in modo deciso, sono pronto a leccare come un maiale, io ho fame e non posso attendere.Il buco del tuo ano è stretto, lo voglio penetrare con un dito, lo lecco, in infilo la punta della lingua vorrei entrare di più, mi tieni la testa, e io affondo come le paure che non ho,lecco il bordo e l’interno, sei tutta bagnata.La tua fica emana calore è bontà, un profumo nostrano qualcosa di sensuale, se devo scegliere acqua naturale, preferisco il tuo bere.La mia lingua che striscia sul clitoride, l’altro mio dito conficcato nel tuo ano, rimane fermo, mentre le altre due dita si dilatano dentro la tua fessura.Urli, il tuo gemere è un richiamo, le smorfie della tua bocca, mentre ti voglio fare venire l’orgasmo, non respiro, immergo anche il naso, sono affamato.Mi poso sopra di te, ma le tue gambe le voglio più alzate, perché la mia penetrazione deve essere profonda, deve farti impazzire, voglio che te la ricordi per sempre.

16. 08. 04
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Ti spogli sotto il mio sguardo, sei sempre la stessa bella e divina, la tua carne è morbida come la prima volta, e ti vorrei mangiare mentre il silenzio è intorno alle bocche chiuse.Mi avvicino e ti butto sul letto, tu hai capito che in quel momento comando io.Prendo il tuo viso e lo incomincio a baciare, sei persa nei desideri che dentro di te bramano.”Ora voglio giocare, ti chiedo solo di non parlare, lasciami fare tutto quello che voglio”con sottofondo di brividi, mi immergo dentro di te, lasciando spazio all’eco di voglie che si frantumano come vetri di bottiglia.La mia lingua bagnata striscia su di te, ti guardo e rido perchè lo so che ti piace, chiudi gli occhi e ti sento gemere, la mia lingua sbatte tra le pareti del tuo sesso caldo, il tuo liquido mi riempie la bocca, te ne vieni in silenzio senza dirmi nulla, e mi rimane il profumo di quel culmine curato.Lecco i tuoi piedi, e ti apro le gambe, voglio posarmi su di te, voglio ingoiare la tua lingua, voglio ansimare per te, mentre ti faccio male, non ti lascio respirare, ti svuoto come la una felicità che viene dopo mille delusioni.Le mie dita dentro la tua bocca, ti penetro, mi tieni stretto mentre il mio corpo entra ed esce, facendolo prima in modo forte e poi si alterna,mi preghi di continuare perché senza non puoi stare.C’è buio dentro questa stanza, si sentono le gocce di acqua che escono dal rubinetto del bagno, i nostri corpi si nutrono dentro il sole di un’alba ormai svanita.”Brava cosi, mi piace sentirti, mi piace muovermi dentro di te, adoro il respiro della tua carne”,se ti parlo ti ecciti ancora di più, il tuo bagnare allarga una fessura piena di me.Cambiamo posizione, ti faccio girare, ti metti a gattoni e io da dietro ti penetro, sento che posso spingerlo di più, ogni colpo urli, metti la testa sotto il cuscino le tue urla sono intense, ti stimolo con un dito nell’ano a momenti, e si continua per non finire mai.Me ne voglio venire dentro di te, mi lascio andare verso gli ultimi colpi, li farò più forti e meno veloci, la carne che sbatte con la carne, provoca un rumore dolce e intenso.”Sto per venire amore,adesso” non posso mai spiegare l’effetto di quella carica che svanisce dopo che il mio seme si perde dentro di te.Mi sento tremare, ma ancora prego di poter smettere, ma con te non perdo il vizio.Ti vorrei adesso, ti farei morire.

16. 08. 04
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Corpi che tremano dentro un tempo che corre, mani che vivono toccandosi, respiro dalla tua bocca, mi concedo a te, mi perdo dentro i tuoi pensieri contorti, reprimo la mia voglia di morire, riesco a sentire il tuo caldo corpo che mi scuote, mi uccide come un tramonto, mi lascia senza forze.Sono baci che violentano l’anima, che si intrecciano al cuore, che si nutrono di buio e passione.Due corpi che si abbracciano al calare del sole.Nudi, ho la fortuna di poter spogliare un mio sogno, di poterti toccare, di sentire l’odore della tua carne.La mia bocca tra le tue gambe, i tuoi capezzoli raccolti dentro le mie dita, le tue urla e la mia voglia, i gemiti e poi le carezze, le coccole  la mia mano che sfiora il tuo corpo, ti masturbo per godere di te, per parlare con i tuoi rumori, per scrivere dentro nuovi instanti, ti desidero e forse ti pretendo, immenso pensiero, raccolta di emozioni, traguardo importante.Mi lasci un buco nel cuore, la tua assenza ferma il mio respiro.Starti accanto, prendermi cura di te, spogliarti, vestirti, preparare il caffè, e poi lavarti, asciugarti, pettinare i tuoi capelli, lasciarti dormire tra le mie braccia, svegliarti, fare l’amore con te, e poi curarti se stai male, tu sei quel dettaglio che mi ossessiona, mi tormenta, sei una malattia, sei da curare con poca enfasi, sei l’insieme di tutti quei giorni che ho aspettato, sei l’indelebile scrittura, una poesia nuova, un testo che merita tempo, tutto il mio tempo.Ho bisogno di te, sei la mia esigenza, ho bisogno di te per nutrirmi, per lasciare il mio domani appeso tra speranza e pazzia.Domani non è domani senza di te, sarebbe come cercare di volare e non riuscire a farlo, noi diamo vita a brividi che il tempo ci ha nascosto

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