Mi appartieni

on 31 Luglio 2016
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Piove nei ricordi miei, ma tu spogliati amore, e non stare a sentire il chiasso delle gocce che cadono, la paura di non cadere più ci spinge sempre a cercare quello che non c’è, e rassegnati ci uccidiamo di malinconia.Ti tiri su i capelli, con quelle mani disegnate, morbide e delicate, mi ecciti, riesci a fare aumentare i battiti del mio cuore, sei un martello che mi frantuma la testa e non riesce a fare uscire il sangue.Spogliati, togliti i vestiti, fammi vedere il tuo seno, voglio sfiorarlo, voglio sentire il calore di un capezzolo dentro la mia bocca, tranquilla non avere paura del rumore che le gocce fanno, c’è chi sente e chi non sente.

Le mie mani su di te, mi baci il collo, come un poeta cerco la prima parola, tu me le fai uscire tutte, mi porti in un altro mondo, io mi perdo e ritorno, sei il suono di una canzone che ho sentito ma non riesco a ricordare il testo.Siediti su questo tavolo e apri bene le gambe, si, brava, in questa maniera, mi stai portando lontano, non conosco questo piacere, è troppo vecchio per me.Masturbati, io mi siedo e ti osservo, si, voglio osservarti mentre godi, sei bella quando lo fai, io voglio vederlo fare, sono malato di te,non riesco a capire se è una patologia o no, perchè io starei a morire tra queste pareti con te, solo vedere te.Quelle dita che cercano il clitoride, non c’è molto pelo, ti strofini da sola, le bagni queste dita con la saliva,mi guardi e ridi, mi stai eccitando da morire, ma lo capisci e lo fai per dispetto.Infilo la mia dita tra le tue dita, e piena di saliva, e tu la desideri la mia saliva, io lo sento che ti piace, i tuoi occhi che si chiudono, le dita che tremano, il respiro aumenta, e io salgo e scendo con la mia lingua calda, voglio ingoiarti, voglio respirarti, voglio leccarti e non finire mai.Bacio la tua bocca, tu giri il tuo corpo, e ti tieni sul tavolo, io da dietro ti farò mia, voglio quei capelli tra le mie mentre ti penetro con violenta, voglio che urli, voglio sentire che mi dici basta, voglio continuare sempre.Dopo qualche minuto, si sente il sudore della nostra pelle, i profumi della carne, l’odore della passione che come una candela spenta lascia sempre la sua scia, le mie mani sul tuo seno, e continuo, continuo, tu hai un orgasmo dietro l’altro, non c’è il tempo di fermarsi.Fammi venire, fammi svuotare dentro di te, fammi cadere senza forze, si, fammi cadere su di te.Ha smesso di piovere, e restiamo a letto a raccontarci di noi, che paura che ho sentito, quella paura che hai quando senti un vuoto strano dentro di te, ma tu mi appartieni, tu sei mia.