TE

on 31 Luglio 2016
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Ti ho notato mentre bevevo un caffè, ti ho lasciato andare ma, ti ho violentato gli occhi, ho stuprato la tua mente, ho accarezzato il tuo orgasmo, le tue labbra piangevano saliva, godevi come si gode, una puttana che dispone di passioni che poi non racconterà, per il troppo piacere. Tutto questo in un solo sguardo, sei andata via, i nostri occhi si sono incrociati per pochi attimi, quei pochi attimi che danno il suicidio a quei pensieri che la mente costantemente fa.

Sono le 23 è, la penultima corsa, il bus è come il treno, non passa sempre. Ti vedo, sei in piedi che ti tieni, non ti piace sederti, non ti piace sporcarti, non ti piace quello che, tutti usano, a te piace farti usare. Mi guardi, ti guardo, sorridi ma, prima ti ho sorriso io, mi ecciti, il mio pene è duro.Ti lecchi le labbra, ti mordi lentamente, ti mordi, ti stai mordendo, mi guardi e, io sono a conoscenza di quello che tu vuoi. Il bus è vuoto, l’autista parla con l’auricolare, è distratto da una conversazione ad alti toni. Mi avvicino dietro di te, mi strusci, strusci le tue natiche sul mio pene duro, la mia bocca sul tuo collo, odori di sensualità, sei la solitudine di una strada vuota, sei il teatro, sei lo spettacolo, sei la fine che tutti si aspettano. Sei una puttana, mai sono stato con una puttana, mai prima di te. Indossi una minigonna nera, hai i capelli corti, una giacca di cotone che riveste un decolté fin troppo evidente. Continui a strusciarti, silenzio. Il silenzio che incombe dentro questa vettura, vedo solo il labiale del conducente che parla, sento che tutto si è spento, sento il mio cuore che sbatte più forte. Tirò giù la cerniera dei pantaloni, alzo la tua gonna,sposto le tue mutandine,una penetrazione calda, silenzio. La mia mano stringe la tua, ci teniamo più forte, sto godendo, lo spingo sempre più dentro, lo spingo perché la tua vagina non ha una fine. I miei respiri dentro di te, taci, non parli, ti sento, sei bagnata e, godi con me, ti sento. Pochi minuti, ti vengo dentro, ti vengo dentro, il mio sperma che si libera dentro, si libera come un fiume, si libera. Ti ho accarezzato, ti ho dato un bacio sul collo. Noi non ci conosciamo, non sappiamo che fine faremo, non possiamo saperlo. Chiudo la cerniera, ti abbasso la gonna, ti giri e mi guardi nuovamente. Prendo i soldi che ho in tasca, non lo so quanti sono, te li prendi e, lo fai per dispetto. Non ti ho più incontrato, non ti ho più vista, sei sparita, sei andata via pure te. Volevo dirti che mi è piaciuto. Ci sono cose che, la notte ti porta via per sempre, bisogna abituarsi.